Biblion Centro Studi Veneziani
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Biblion Centro Studi Veneziani persegue fini di solidarietà sociale nel campo delle attività culturali.

Biblion Centro Studi Veneziani è un’Associazione culturale apartitica e aconfessionale, ha struttura democratica, non ha fini di lucro e ha la finalità di cooperare al processo di formazione e alla divulgazione delle scienze, delle lettere, delle arti, della cultura, della creatività e del benessere fisico e spirituale dell’essere umano, in ogni loro manifestazione.

Nell’ambito delle proprie finalità Biblion Centro Studi Veneziani promuove in particolare lo studio, la ricerca e la divulgazione in qualsiasi forma di quanto abbia relazione con le condizioni, le esigenze e gli interessi di Venezia e dell’area Veneta, relativamente alla loro storia e alle loro tradizioni di punto di incontro di diverse civiltà.
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La Biblioteca di Santa Maria della Consolazione in SBN

002_walton.jpg Biblion Centro Studi prosegue nella campagna di catalogazione in SBN del materiale manoscritto e librario antico a stampa della Biblioteca di Santa Maria della Consolazione di Venezia (detta "della Fava").

La catalogazione viene effettuata grazie all'impegno economico della Regione del Veneto, sensibile alle problematiche di tutela e salvaguardia delle antiche biblioteche religiose veneziane. La Biblioteca dei Redentoristi di Santa Maria della Consolazione fa parte del Polo Regionale SBN del Veneto.

Tra il 2012 e il 2014 sono stati inseriti in SBN 1810 records di descrizione bibliografica di incunaboli, edizioni del Cinquecento, Seicento, Settecento e volumi editi fino al 1830. Il catalogo pregresso (offline) comprende circa 6500 records.

Il Fondo Musicale di Santa Maria della Consolazione in Europeana

001.jpg Il Fondo manoscritto musicale di Santa Maria della Consolazione (detta della "Fava") comprende 764 partiture originali manoscritte provenienti dal fondo della Congregazione dell'Oratorio, relative a oratori e rappresentazioni sacre che venivano eseguite nella cappella e nell'oratorio della chiesa, e trae origine dall'intensa attività musicale della Congregazione dei Filippini; sino a tutto il '700 la Congregazione fu uno dei più importanti centri di diffusione della musica sacra a Venezia. L'importanza del Fondo per la storia musicale e veneta, ne ha fatto oggetto di interesse da parte della Regione del Veneto, che ne ha sostenuto finanziariamente la completa digitalizzazione e la messa in rete (http://smcfava.regione.veneto.it).

La riproduzione digitale dell'intero fondo manoscritto della chiesa di Santa Maria della Consolazione a Venezia è uno dei progetti innovativi che la Regione ha inaugurato a partire dal 1999, con lo scopo di mettere al riparo dal rischio di dispersione e di distruzione i preziosi documenti ivi conservati. Il materiale è stato interamente riprodotto, comprese le carte di guardia, le pagine bianche, le eventuali legature.

L'idea di riprodurre l'intero fondo musicale di proprietà del convento dei Padri Redentoristi di Santa Maria della Consolazione (detta "della Fava" per la vicinanza con una antica confetteria dove si preparavano gli omonimi dolci), era stata avanzata alla Regione dai Padri, preoccupati per le condizioni della raccolta, a partire dalla metà degli anni Novanta, con fondate motivazioni basate sui sopralluoghi, effettuati in tempi successivi dal professor Sergio Durante dell'Università di Padova e dai professori Francesco Passadore e Franco Rossi.


I documenti

Il patrimonio, la cui reale consistenza è stata accertata solo in una fase molto avanzata del lavoro, consta di circa 760 opere, di 58 composizioni in antologie, e di 896 fogli di frammenti. Esso è costituito da:
- 31 oratori, di cui 24 completi di partitura, parti e libretto;
- 554 musiche con autore;
- 2 volumi di antologie;
- 158 musiche adespote;
- 16 fogli di frammenti del sec. XVIII;
- 443 fogli di frammenti del sec. XIX riconducibili ad opere riconoscibili;
- 437 fogli di frammenti del sec. XIX;
- 3 volumi di manoscritti pergamenacei;
- 13 opere, per un totale di 15 volumi di manoscritti cartacei.

L'intero Fondo musicale è accessibile anche dal portale Europeana, la biblioteca digitale europea (http://www.europeana.eu). Il catalogo completo, a cura di C. Bacchi, è stato pubblicato in volume.

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I manoscritti del Convento di SS Giovanni e Paolo. Conferenza.

Biblioteca_SS_Gio_Paolo_Coronelli.jpg Venerdì 3 marzo ore 15,30 presso la Sala S. Domenico dell'Ospedale civile di Venezia si terrà la conferenza
La cura dei libri. I manoscritti del Convento dei SS. Giovanni e Paolo, ora nella biblioteca dei Redentoristi della Fava.

Verrà presentata la pubblicazione in rete del catalogo della Biblioteca dei Padri Redentoristi di Santa Maria della Consolazione, che possiede un importante fondo di 103 manoscritti medievali in latino e in volgare, 61 dei quali provengono dall'antica biblioteca del Convento domenicano dei SS. Giovanni e Paolo di Venezia. Nel sito regionale Nuova Biblioteca Manoscritta sono ora liberamente consultabili le schede descrittive e il catalogo digitalizzato tratti dallo studio di Riccardo Quinto "Manoscritti medievali nella Biblioteca dei Redentoristi di Venezia (S. Maria della Consolazione, detta della Fava" (Padova 2006), prematuramente scomparso nel 2013.

Grazie alla collaborazione della Scuola Grande di S. Marco, della ULSS 3 Serenissima, dell'Associazione culturale Centro Studi Veneziani Biblion e dell'Ordine dei Predicatori, la conferenza intende ricordare lo studioso e presentare gli esiti del suo importante lavoro di catalogazione nella cornice più idonea, la sala dove in antico era collocata la Biblioteca domenicana.

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Un sito web sul libro veneziano per il Levante Greco

--pagina.jpg Grazie al contributo della Regione del Veneto, è stato creato un sito web dedicato al libro di produzione veneziana e destinato alle popolazioni del Levante Greco.
Il libro veneziano (XV-XVIII secolo) è stata una delle realtà culturali ed economiche maggiormente significative della storia sociale moderna, incomparabile per la vastità degli orizzonti che fecero di Venezia un naturale "ponte" con l'intera Europa e soprattutto verso i territori dello Stato da Mar, con i quali Venezia amministrava una rete commerciale eccezionalmente florida. Nel 1471 Adam de Ambergau stampava a Venezia una delle prime opere in greco, una versione abbreviata degli Erotemata di Emanuele Crisolora. Aveva inizio così un'attività, che fino alla fine del Settecento avrebbe fatto di Venezia il centro di produzione di circa l'80% dei libri in greco. L'attività editoriale per i greci rimase fortemente ancorata a Venezia sino alla caduta della Repubblica.
Il nostro progetto è relativo alla ricerca sulla produzione del libro veneziano per il Levante greco. Si tratterà della ricerca di dati e della descrizione bibliografica e catalografica di libri stampati a Venezia per essere destinati alla diffusione nei territori Greci di dominio veneziano. Il materiale bibliografico confluisce in un sito web arricchito da materiale documentale e saggistico. Conterrà il catalogo delle edizioni conosciute, degli esemplari e notizie sulle biblioteche di conservazione, una scelta di documenti e di saggi, immagini, schede su librai-bibliopolae, editori-stampatori, autori, il tutto organizzato da un motore di ricerca dedicato. Con questo progetto ci si ripropone di unificare i dati, attualmente disseminati in innumerevoli fonti a stampa, monografiche e periodiche, opac e data-base.
Partners dell'iniziativa, accanto a Biblion Centro Studi Veneziani, sono la Società Dalmata di Storia Patria di Roma e la Società Dante Alighieri di Spalato.

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I manoscritti medievali dei Redentoristi in rete

002-fava_ve-codice_67-1v.jpg Il catalogo del Fondo manoscritto medievale della Biblioteca di Santa Maria della Consolazione è consultabile in rete nel portale Nuova Biblioteca Manoscritta.

Dalla fine del XVII secolo alla caduta della Repubblica, la Biblioteca dei Filippini della Congregazione dell'Oratorio di Santa Maria della Consolazione (detta della "Fava"), dal 1912 passata alla cura della Congregazione dei Redentoristi, fu uno dei centri culturali più importanti di Venezia. La sua storia si evolvette non soltanto attraverso gli ordinari modelli di formazione e incremento dei fondi librari religiosi, ma si arricchì delle peculiarità dell'attività pastorale oratoriana; e così, accanto al fondo di libri a stampa, vi si depositarono centinaia di manoscritti musicali e libretti degli oratori che si rappresentavano nella chiesa. Ma la biblioteca rifletté anche il dramma delle librerie religiose nel periodo della caduta della Repubblica e delle soppressioni di case e congregazioni religiose: e, paradossalmente, ne uscì arricchita di un fondo di manoscritti medievali di eccezionale importanza.

Il Fondo medievale manoscritto,studiato e compiutamente descritto da Riccardo Quinto, e catalogato già nel 2002 nell'ambito dei lavori affidati a Biblion Centro Studi, comprende 70 codici, di contenuto filosofico e teologico, in latino e volgare, tra cui due pergamene del XIII secolo; di essi, 59 provengono dall'antica biblioteca del convento domenicano veneziano dei SS. Giovanni e Paolo.
Il Fondo di manoscritti medievali della Biblioteca dei Redentoristi si distingue per il pregio assoluto di alcuni dei suoi codici; alcuni di essi tramandano infatti dei testi ad oggi unici, come Expositio oeconomiae Aristotelis di Bartolomeo da Varignana, commento agli Oeconomica dello Pseudo-Aristotele (cod. 3); il Prologus generalitatum di Stephanus Langton (cod. 43); l'abbreviazione di Giovanni di Palomar al commento di Alberto di Sassonia sull'Ethica (cod. 45); la Tabula di Leonardo da Felizano sulla Summa de uitiis et uirtutibus di Guglielmo Peraldo (cod. 47). Inoltre, sono qui conservate le uniche attestazioni di raccolte di sermoni di autori dell'Ordine dei Predicatori, quali i Sermones quadragesimales di Bartolomeo da Ferrara (cod. 23); i Sermones di Benedetto da Orvieto (cod. 27); il Tractatus dotium corporis et animae di Giacomo da Benevento (cod. 51).

Le descrizioni complete dei 70 codici, di cui 33 compositi, per un totale di 103 unità codicologiche, sono ora disponibili nel portale Nuova Biblioteca Manoscritta.


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